Molto tempo fa avevo letto questa ricetta sul mio blog di cucina preferito (qui).... e ovviamente essendo rimasta, come si suol dire, fulminata sulla via di Damasco, non potevo esimermi dal provarla, dopo averla adeguatamente rimasterizzata a modo mio, fino a farla diventare la mia ricetta estiva preferita, con quelle zucchine morbide morbide cotte direttamente nella pentola della pasta.
Nel mio ciotolino del mixer finivano infatti, oltre alle acciughe, all'olio e all'aglio, anche un paio di foglioline di basilico e una manciata di mandorle, che davano in finis al piatto quella croccantezza che gli mancava.
L'avevo quindi rifatta più volte, anche per alcuni amici, quando nella ciotolona maxi dell'Ikea era finito qualcosa come 1.5 kg di zucchine tagliate a striscioline sottili; era piaciuta tanto anche a loro tanto che una mia amica, la Fra, ha deciso di eleggerla a sua ricetta preferita e quindi ieri sera uscendo dall'ufficio ha detto che andava a comprare zucchine, mandorle e basilico per inaugurare degnamente la sua nuova cucina.
E' arrivata allora chiara la mia esclamazione: "ecco cosa posso fare per cena, ho giusto un paio di zucchine in frigo che aspettano di fare una bella fine!!!!"
Solo che poi giunta a casa ho scoperto di non avere le mandorle e nemmeno il basilico (con la bora di questi giorni sarebbe morto alla velocità della luce), e quindi ho ripiegato su una cremina fatta con acciughe (2), noci (una decina), olio evo (due cucchiai), un cucchiaio di acqua di cottura della pasta e....una spruzzata di menta secca. Il tutto frullato abbondantemente con il mixer e poi versato in una ciotola assieme alle farfalle bio, comprate da Iacopo, e alle zucchine, appena scolate.
Un altro esperimento riuscito; Alice si è fatta fuori due piatti di pasta e anche noi non abbiamo disdegnato.
venerdì 29 aprile 2011
martedì 26 aprile 2011
Polvere e pensieri....
Ci sono giorni in cui ti svegli con la voglia di scrivere, quei giorni in cui se avessi a portata di mano carta e penna, potresti buttare giù righe e righe e righe di impressioni, immagini, pensieri, quelli che ti affollano la mente mentre la casa prende vita.
Poi le figlie aprono gli occhi, la sveglia sul comodino suona, tuo marito apre l’acqua della doccia in bagno, la tua mano lenta accende la radio della cucina, prende il bollitore, lo riempie di acqua, prepara il thè, il biberon di latte, la tazza delle principesse, i biscotti, la frutta, il pane ed i vasetti di marmellata sul tavolo e i pensieri, le storie, i personaggi che la tua mente ha creato, così come sono venuti, veloci veloci se ne vanno via.
E di loro non resta che una polvere leggera. Una polvere che basta un soffio di vento per farla alzare, nebulizzare nell’aria attorno, illuminata da un raggio di sole che entra dalla finestra.
sabato 5 febbraio 2011
Salsiccia, polenta e poi....
Due giorni fa ho inserito un post per partecipare all'iniziativa proposta da un altra blogger e che recitava più o meno così "facciamo fuori il maiale!!!!"
Ecco, dopo aver dato il mio contributo culturale, penso sia ora di dare anche il mio contributo culinario, quello che ho proposto oggi a tavola alla mia famiglia e che è piaciuto un sacco.
La ricetta l'ho trovata su un giornale che parla di arredamento (non chiedetemi perchè ci siano anche delle ricette, ma tant'è....) giornale che in questi giorni in casa nostra imperversa considerato che dobbiamo decidere come ristrutturare ed arredare la nostra nuova casa nella quale finalmente avremo una cucina degna di questo nome, con spazio sufficiente per tutte le mie pentole, piatti e libri di cucina (ora abbarbicati, quasi arrampicati, stile cozza, ai muri della cucina di 2 metri per uno).
Ovviamente non è che potevo rifarla proprio pari pari e quindi vi do la mia personalissima versione (creata mentre Giulia e babbo erano sul tram di opicina e Alice giocava sotto i miei piedi, rendendo tutto leggermente più complicato); non lasciatevi ingannare dal piatto con i pesci, è davvero maiale!!!!
Ingredienti
Per la polenta:
400 grammi di farina per polenta (io ho usato quella istantanea, visti i tempi ridotti, ma nulla vieta di usare quella a cottura lenta)
acqua
un pizzico di sale
Per il ripieno:
1 cipolla bianca (la mia era particolarmente grande)
2 salsicce
1 bicchiere di vino rosso (qui un refosco della Fra)
1 bicchiere di brodo di carne
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
una decina di funghi champignon
Preparare la polenta come indicato sulla confezione, ovvero portare a bollore l'acqua con il sale, aggiungere la farina per polenta a pioggia, mescolare energicamente e spegnere.
Vi consiglio di tenere la polenta un pò lenta, così sarà più semplice stenderla all'interno dello stampo.
Nel frattempo, sbucciare la cipolla e tagliarla, non troppo fine. Mettere un cucchiaio di olio in una padella, far rosolare la cipolla e dopo qualche minuto sfumarla prima con il vino rosso e poi con il brodo. Aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare e lasciar cuocere ancora qualche minuto, fino a quando la cipolla sarà trasparente.
In un altra padella far rosolare la salsiccia fatta a pezzi grossolani e quando sarà bella croccante, aggiungerla alla cipolla e mescolare; aggiungere anche i funghi tagliati a fettine, mescolare e dopo qualche minuto spegnere tutto.
In uno stampo da plumcake, rivestito di carta forno, fare uno strato di polenta, poi uno strato con circa metà del composto di cipolla e pancetta e funghi, e poi ricoprire di nuovo con la polenta.
Compattare bene il tutto e mettere in forno per circa trenta minuti a 180 gradi.
Dopo questo tempo, sfornare, ribaltare il tortino su un bel piatto da portata (ecco magari se lo trovate senza pesci è meglio, io non ne avevo uno neutro che fosse abbastanza lungo da contenerlo) e ricoprire con il resto del composto di salsiccia e cipolla e funghi che avrete tenuto in caldo.
Buon appetito!
Ecco, dopo aver dato il mio contributo culturale, penso sia ora di dare anche il mio contributo culinario, quello che ho proposto oggi a tavola alla mia famiglia e che è piaciuto un sacco.
La ricetta l'ho trovata su un giornale che parla di arredamento (non chiedetemi perchè ci siano anche delle ricette, ma tant'è....) giornale che in questi giorni in casa nostra imperversa considerato che dobbiamo decidere come ristrutturare ed arredare la nostra nuova casa nella quale finalmente avremo una cucina degna di questo nome, con spazio sufficiente per tutte le mie pentole, piatti e libri di cucina (ora abbarbicati, quasi arrampicati, stile cozza, ai muri della cucina di 2 metri per uno).
Ovviamente non è che potevo rifarla proprio pari pari e quindi vi do la mia personalissima versione (creata mentre Giulia e babbo erano sul tram di opicina e Alice giocava sotto i miei piedi, rendendo tutto leggermente più complicato); non lasciatevi ingannare dal piatto con i pesci, è davvero maiale!!!!
Ingredienti
Per la polenta:
400 grammi di farina per polenta (io ho usato quella istantanea, visti i tempi ridotti, ma nulla vieta di usare quella a cottura lenta)
acqua
un pizzico di sale
Per il ripieno:
1 cipolla bianca (la mia era particolarmente grande)
2 salsicce
1 bicchiere di vino rosso (qui un refosco della Fra)
1 bicchiere di brodo di carne
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
una decina di funghi champignon
Preparare la polenta come indicato sulla confezione, ovvero portare a bollore l'acqua con il sale, aggiungere la farina per polenta a pioggia, mescolare energicamente e spegnere.
Vi consiglio di tenere la polenta un pò lenta, così sarà più semplice stenderla all'interno dello stampo.
Nel frattempo, sbucciare la cipolla e tagliarla, non troppo fine. Mettere un cucchiaio di olio in una padella, far rosolare la cipolla e dopo qualche minuto sfumarla prima con il vino rosso e poi con il brodo. Aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare e lasciar cuocere ancora qualche minuto, fino a quando la cipolla sarà trasparente.
In un altra padella far rosolare la salsiccia fatta a pezzi grossolani e quando sarà bella croccante, aggiungerla alla cipolla e mescolare; aggiungere anche i funghi tagliati a fettine, mescolare e dopo qualche minuto spegnere tutto.
In uno stampo da plumcake, rivestito di carta forno, fare uno strato di polenta, poi uno strato con circa metà del composto di cipolla e pancetta e funghi, e poi ricoprire di nuovo con la polenta.
Compattare bene il tutto e mettere in forno per circa trenta minuti a 180 gradi.
Dopo questo tempo, sfornare, ribaltare il tortino su un bel piatto da portata (ecco magari se lo trovate senza pesci è meglio, io non ne avevo uno neutro che fosse abbastanza lungo da contenerlo) e ricoprire con il resto del composto di salsiccia e cipolla e funghi che avrete tenuto in caldo.
Buon appetito!
giovedì 3 febbraio 2011
13 febbraio....
"Veri soldati in gonnella siam.
Del voto alle donne gli alfieri siam.
Ci piace l'uomo preso a tu per tu,
ma il governo lo troviamo alquanto scemo.
Lacci e catene noi spezzerem
e tutte unite combatterem.
Noi siam le forze del lavoro
e cantiamo tutte in coro:
Marciam! Suffragette, a noi!
Non puoi arrestarci o maschio
son finiti i tempi tuoi.
E' un solo grido unanime: Femmine, a noi!
Ben presto anche in politica seguire ci dovrai,
se il voto ancor ci neghi,
per te saranno guai!
Siam pronte al peggio,
anche a morire ormai.
Chi per il voto muor, vissuto è assai.
Femmine, a noi!
Ah! Lacci e catene noi spezzerem
se tutte unite combatterem.
Noi siam le forze del lavoro
e cantiamo tutte in coro:
Marciam! Marciam! Marciam!
Suffragette, a noi!"
Del voto alle donne gli alfieri siam.
Ci piace l'uomo preso a tu per tu,
ma il governo lo troviamo alquanto scemo.
Lacci e catene noi spezzerem
e tutte unite combatterem.
Noi siam le forze del lavoro
e cantiamo tutte in coro:
Marciam! Suffragette, a noi!
Non puoi arrestarci o maschio
son finiti i tempi tuoi.
E' un solo grido unanime: Femmine, a noi!
Ben presto anche in politica seguire ci dovrai,
se il voto ancor ci neghi,
per te saranno guai!
Siam pronte al peggio,
anche a morire ormai.
Chi per il voto muor, vissuto è assai.
Femmine, a noi!
Ah! Lacci e catene noi spezzerem
se tutte unite combatterem.
Noi siam le forze del lavoro
e cantiamo tutte in coro:
Marciam! Marciam! Marciam!
Suffragette, a noi!"
(Mary Poppins, il film)
Chi di voi da piccola non ha mai visto "Mary Poppins"? Ecco mentre ieri parlavo con la mia dolce metà di questa brillante iniziativa, qui, riportata su diversi siti di cucina e non, cavoletto ovviamente tra tutti, stavo pensando a come avrei potuto partecipare nel mio piccolo.
E come sempre succede in questi casi, il mio sacco di patate mi è venuto in soccorso, cantando la sua canzone preferita, e marciando in giro per casa, come nel film fanno la mamma dei piccoli Banks, le cameriere, e la tata sfuggente.
Direi che questa canzone in questo particolare momento storico per noi donne cade davvero a pennello!
Senza cadere in tranelli politici o disquisizioni esistenziali, all'inizio del secolo XX molte donne si sono unite fra loro per rivendicare il sacrosanto diritto di esprimere anche il proprio voto e quindi decidere chi deve governarle. Perchè, forse dovremmo ricordarcelo tutte, fino ad allora a votare erano solo gli uomini e nemmeno tutti gli uomini, solo quelli con i soldi; gli altri, i poveri, i diseredati e le donne non contavano nulla e dovevano sottomettersi supini alle decisioni altrui.
Ora, in Italia il voto alle donne è stato concesso solo nel 1946, molto dopo rispetto ad altri paesi europei, e quella volta le donne sono andate a scegliere, il 2 giugno 1946, tra monarchia e repubblica. Ricordo ancora i racconti delle mie nonne che tutte fiere sono andate a votare per la prima volta, chi con il marito, chi ancora senza....
Ricordo poi il ricordo della mia nonna che il 18 aprile 1948 mi raccontava delle prime elezioni del Parlamento repubblicano, lei che aveva una pancia notevole visto che di lì a tre giorni sarebbe nata la mia mamma.
Ecco, quella volta ci è stato concesso finalmente il diritto di esprimere la nostra opinione; ad un secolo di distanza, è ora di scendere nuovamente in piazza a ricordare a tutti che non possono metterci da parte, che contiamo qualcosa anche noi, e che quel voto, per cui tante prima di noi hanno combattuto, non può essere barattato con nulla, pena la perdita della nostra dignità!
E allora in piazza, suffraggette!!!!
domenica 30 gennaio 2011
I cuoricini della domenica
Dopo il blog intimista di una settimana fa, è ora di tornare a parlare un pò di cucina....Penso di aver già espresso la mia opinione sulla domenica mattina, quella passata sotto le coperte a leggere un libro mentre fuori ci sono le nuvole oppure la bora o che ne so, anche un bel sole che scalda le coperte...
Oggi però è una domenica mattina diversa, di quelle che ti svegli alle 8.20 con Alice che ti tira i capelli e con la sua vocina ridicola dice "Mamma, mamma" mentre Giulia si è fissata che vuole assolutamente leggere tutti i libri della sua immensa biblioteca, iniziando da La principessa e il ranocchio e finendo con Alice nel paese delle meraviglie.
Ti alzi e non sai come, ma dopo esserti adeguatamente coperta con maglioni, pantaloni della tuta informi ma pesantissimi, ti dirigi nemmeno tanto mesta in cucina dove incominci a impastare, mescolare e produrre delle buonissime briosche svedesi.
Ovvero quelle cose rotonde che se andate all'ikea trovate già pronte e surgelate, solo da mettere in forno.
Se non fosse che riprodurle a casa è una cosa quasi idiota, anch'io potrei azzardarmi a comprarle.
La differenza sta nel fatto che comprando quelle già pronte ti perdi tutta l'emozione di farle le brioche; vuoi mettere vedere l'impasto che prende forma sotto le tue mani, le impronte di farina sui mobili della cucina, quel ricordo atavico di quando eri piccolina e con la nonna impastavi torte, tigelle, gnocco fritto e la sfoglia dei tortellini, e sopratutto vuoi mettere il ditino di alice che affonda nella palla che sta lievitando piano piano sotto il cannovaccio preferito?
Ultima annotazione: quest'oggi invece che riprodurre le rondelle tonde che trovate all'ikea, ho deciso di mettere l'impasto dentro degli stampini di silicone che Monica mi ha regalato per Natale e che hanno appunto la forma del cuoricino.
Ingredienti:
450 grammi di farina
25 grammi di lievito
250 ml di latte
100 grammi di zucchero
75 grammi di burro
cardamomo macinato un pizzico o qualche semino
cannella un cucchiaino
sale un pizzico
zucchero
Se usate il cardamomo intero, pestate un seme gigante ed estraetene i semini piccoli; scaldate il latte e versateci i semini. Lasciateli in ammollo in modo che il latte assorba il sapore del cardamomo.
A questo punto filtrate il latte e scioglieteci dentro il lievito.
Nella ciotola mescolate farina, zucchero, il burro che avrete precedentemente sciolto, il sale e la cannella; aggiungete il latte ed il lievito e mescolate fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea.
Coprite con un cannovaccio e lasciate lievitare per circa due ore (come per tutti gli impasti deve raddoppiare di volume).
A questo punto riprendete l'impasto e dividetelo nei vari pirottini a forma di cuoricino; questa dose è sufficiente per circa 15 brioche, quindi dovrete avere molti cuoricini....Aspettate circa 30 minuti in modo che l'impasto lieviti nuovamente ed infornate per circa 20 minuti a 180 gradi.
Nel caso in cui vogliate riprodurre le originali brioche svedesi, invece, prendete l'impasto, stendetelo con il mattarello in un rettangolo alto circa mezzo centimetro e spalmatelo con 50 grammi di burro sciolto, 50 grammi di zucchero e un pizzico di cannella.
A questo punto arrotolatelo e tagliate delle rondelle di circa 3 cm di lato. Mettete le rondelle in una teglia da forno, lasciate lievitare 30 minuti e infornate a 180gradi per circa 20 minuti.
Buona domenica mattina!
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